La polizia blocca mezza Parigi per “le tireur”, ma si fa ingannare

Ieri Parigi s’è trasformata in un set di un film d’azione, uno di quei film che i francesi tendenzialmente non sanno fare, poche parole e molti inseguimenti – e il cattivo non è stato preso. Si cercava “le tireur”, un uomo tra il metro e settanta e il metro e ottanta, abbastanza corpulento, tra i 35 e i 45 anni, brizzolato, con la barba di due-tre giorni, con un parka, un cappello e degli occhiali, un borsello a tracolla e uno zaino nero; soprattutto con un fucile a pompa, calibro dodici, il più diffuso tra i francesi, in particolare per gli amanti della caccia, costa circa 150 euro.
18 NOV 13
Ultimo aggiornamento: 21:53 | 12 AGO 20
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Parigi. Ieri Parigi s’è trasformata in un set di un film d’azione, uno di quei film che i francesi tendenzialmente non sanno fare, poche parole e molti inseguimenti – e il cattivo non è stato preso. Si cercava “le tireur”, un uomo tra il metro e settanta e il metro e ottanta, abbastanza corpulento, tra i 35 e i 45 anni, brizzolato, con la barba di due-tre giorni, con un parka, un cappello e degli occhiali, un borsello a tracolla e uno zaino nero; soprattutto con un fucile a pompa, calibro dodici, il più diffuso tra i francesi, in particolare per gli amanti della caccia, costa circa 150 euro. Alle dieci e un quarto di ieri mattina, l’uomo è arrivato alla sede del quotidiano Libération, nel terzo arrondissement, a due passi da Place de la République, dove svetta la Marianna in bronzo, inno alla liberté-égalité-fraternité francese. L’uomo è entrato e ha sparato più volte, colpendo al torace e allo stomaco un ragazzo di ventisette anni, un assistente fotografo che aspettava nella hall della redazione di poter fare alcuni scatti per il magazine Next: era il suo primo giorno di lavoro lì, la prognosi è riservata. La hall si è riempita di sangue: quando è arrivato di corsa e corrucciato, il ministro dell’Interno Manuel Valls ha parlato di una “scena di guerra”.
L’uomo è scappato: un’ora e venticinque minuti dopo era nel quartiere de la Défense, la cosiddetta City parigina tutta grattacieli e businessmen con quel grande arco ad accogliere i milioni di turisti che arrivano fin qui ogni anno a vedere la proiezione nel futuro dell’Arco di trionfo che sta in centro, e sparava di nuovo, di fronte alla sede di Société Générale. Tre spari, nessuna vittima. Poco dopo, l’uomo ha fermato un’automobile che passava di lì, è salito, ha minacciato la signora al volante (secondo alcune altre fonti, non era una donna) e si è fatto portare nei pressi degli Champs-Elysées, dove ha camminato per un breve tratto, infilandosi poi nella metropolitana. Vicino a lui, i poliziotti fermavano e perquisivano tutti quelli che passavano con uno zaino nero e che avevano almeno un tratto simile all’identikit – a quell’ora piuttosto confuso, ma anche dopo: è l’identikit di un uomo normale – nei pressi delle bancarelle di Natale che già occupano la parte bassa del vialone: da mezzogiorno in poi un elicottero ha continuato a girare nel cielo, ma l’uomo non s’è visto più.
“Le tireur” aveva già colpito, venerdì mattina. Si era presentato, con il cappello e il fucile, nella sede del canale televisivo Bfm, vicino alla Porte de Versaille, a sud della città, aveva puntato l’arma contro un caporedattore, ma poi il fucile si era inceppato, era rimasto il giornalista terrorizzato e l’uomo che prima di scomparire aveva detto: “La prossima volta non vi mancherò”. Secondo le autorità, la “pista dell’autore unico è da privilegiare”, unico e solitario soprattutto, e poiché sono state colpite due redazioni, i politici hanno rilasciato dichiarazioni preoccupate sulla stampa sott’attacco (il presidente François Hollande è in medio oriente a provare a fare lo statista globale, ha detto che sarà fatto tutto il possibile, ogni mezzo a disposizione è stato messo in campo, speriamo in bene, che è un po’ quel che Hollande dice anche quando parla d’economia) e i giornali si sono riempiti di riferimenti al passato, tutte le altre volte che i media sono stati presi di mira. Ma un movente non è stato individuato, e anzi l’appello del procuratore della Repubblica ai testimoni di farsi avanti e di dire tutto quello che hanno visto, sentito, capito, ha piuttosto fatto intendere che la polizia è stata colta di sorpresa, e non è riuscita a prendere quell’uomo normale, pur avendo fermato mezza capitale, la parte ovest della città. Non c’è scenario peggiore per la polizia parigina: cercare un uomo come tanti altri, quando già tutti ti chiedono come hai fatto a fartelo scappare.